Category: Libertà


Obiettivo raggiunto!

C’hanno provato in tutti i modi a far saltare questa consultazione, il problema è che noi siamo sempre un passo avanti a loro. Questo perché loro usano media morti, noi usiamo Internet. Fateci caso: hanno tentato di far saltare il quorum utilizzando in maniera strumentale i vari telegiornali o i quotidiani, mentre noi ci siamo coordinati attraverso la Rete, e gliel’abbiamo messo in quel posto.

Mentre loro berciavano sequele di farfugliamenti insensati attraverso l’etere, noi battevamo spasmodicamente sulle nostre tastiere, scendevamo in piazza ed invitavamo la gente ad andare a votare. Abbiamo avuto ragione noi. Voglio proprio vedere adesso cos’hanno da dire i nostri politicanti da strapazzo.

In Italia erano 16 anni che non si raggiungeva più il quorum in un referendum, probabilmente qualcosa sta cambiando davvero. Estote parati.

Leggi le prime galvanizzanti notizie sull’affluenza alle urne

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Un orgasmo democratico

Italian Revolution – Democrazia Diretta

Come non detto.

Meno di una settimana fa nell’articolo “Che smacco…” dicevo che non c’era da fidarsi di gente come la Moratti, perché i loro denari li rendono ciechi ai veri problemi, quelli della gente comune. L’avidità, il desiderio vorace di altro denaro li fa inseguire i propri interessi personali e famigliari, e questo per un politico non va bene.

Non mi sono infatti stupito quando ho letto sulla home page del Fatto Quotidiano che il Pdl a Milano ha approvato nel 2010 un Pgt che prevedeva la costruzione di moschee. La stessa identica cosa di cui adesso il Pdl accusa Pisapia. La strategia è semplice: se vinco, rimane tutto com’è e continuo a fare i miei comodi; le moschee si faranno, ma si cercherà di insabbiare il tutto. Se perdo, ti accuso di aver dato gli spazi ai terroristi islamici brutti e cattivi e di aver aumentato le tasse: tutte cose che io sindaco uscente ho però già deciso poco prima che il mio mandato finisse. Tu non hai fatto niente, però cercherò di attribuirti queste cose così da discreditarti agli occhi dei milanesi.

Ciò che però mi interessa di più è la logica che sta dietro a tutto questo. Lasciamo perdere la decisione di aumentare le tasse; parliamo delle moschee. Il Pdl è un partito che si può identificare con un’ideologia conservatrice, non aperto a grandi cambiamenti. È alleato della Lega Nord, partito noto per un’ideologia razzista, a tratti xenofoba. Uno schieramento politico che dovrebbe avversare l’apertura alle altre culture… allora perché questa decisione? Basta guardare all’economia (aveva ragione Marx: la matrice di ogni cosa è sempre strutturale): la Moratti appartiene ad una famiglia di petrolieri. E con chi fanno affari i petrolieri? Principalmente con Arabi e Nordafricani. E queste popolazioni che religione professano? L’Islam, o mi sbaglio? E le moschee sono edifici di culto di quale religione? L’Islam, questo è ovvio.

A questo punto non è scorretto pensare ad un compromesso che esula dalle ideologie politiche, o sono l’unico ad essere così paranoico? Secondo me non è un’ipotesi così campata in aria: la possibilità di avere luoghi di culto in Occidente in cambio delle licenze di trivellazione.

Intanto anche in Spagna si sono diffuse rivolte a macchia d’olio. Il motivo? La collusione scandalosa tra politica e banche (questa dove l’ho già sentita? :D). Anche qui la radice di tutto è l’economia (malata). Devo dire che qui Marx c’ha proprio preso.

Ieri ho fatto un giro sulla home page de Il Fatto Quotidiano e vi ho letto che Sky Italia ha dato il benservito a Current TV. Pare che già entro luglio di quest’anno la piattaforma fondata da Al Gore (che tra l’altro è intervenuto ieri sera ad AnnoZero) debba abbandonare il suo posto nel bouquet di Sky. Non possiamo permettere che questo accada. Telefonate ai call center di Sky, inviate e-mail di protesta, fate tutto quello che potete. Minacciate di rescindere dal contratto se non torneranno sui loro passi, come ho fatto io. L’unica cosa che determina le decisioni delle alte sfere è sempre il profitto. A loro non importa quello che pensiamo, ma il fatto che li paghiamo. Se li colpiamo (senza essere violenti) nel punto debole, allora possiamo pensare di risolvere le cose, di smuovere qualcosa. Qui trovate il comunicato ufficiale della redazione. Qui invece trovate l’articolo di Bonsai.tv dal titolo “Che cosa significa rinunciare a Current?” Facciamoci sentire, e ricordiamo le parole del co-fondatore Hyatt: “[Con Current] si tratta di portare l’Internet intelligente in TV, non la TV stupida sugli schermi di Internet“.

Nel frattempo rimbalza nei meandri della blogosfera una notizia a dir poco allarmante: pare che un accordo internazionale (il trattato di Velsen) sia stato stipulato nel 2007 in gran segreto e con il totale silenzio dei media tra alcuni stati della UE che hanno una polizia militare (ovvero Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Italia e Romania). Questo trattato mira alla costituzione di una polizia transnazionale (chiamata Eurogendfor) dotata di privilegi disgustosi (leggi l’articolo linkato per maggiori informazioni) e che in teoria dovrebbe rispondere solo ai ministri di competenza, neanche ai rispettivi parlamenti. Il quartier generale di tutto ciò è stato posto (udite, udite) a Vicenza, in Italia. Il fatto che questa ridente cittadina del Veneto sia anche sede della più grande base militare statunitense in Europa è solo un frutto della casualità che governa il nostro bel mondo deterministico. Tuttavia preferisco non soffermarmi sui particolari, è tutto scritto molto bene nell’articolo di Alessandro Iacuelli. È la riflessione che deriva dalla lettura ad interessarmi. È chiaro che tutte queste cose sono solo prove tecniche di regime, un passo in più verso lo stato di polizia, magari sovranazionale (proprio come Oceania, Estasia ed Eurasia in 1984). Il problema sta nella politica, è questo il punto nodale. Se i nostri politici ratificano questo accordo senza che qualcuno di loro si opponga o renda consapevoli i cittadini (per conto dei quali stanno in Parlamento) allora vuol dire che non fanno l’interesse del popolo. Dunque sono nel posto sbagliato. Ma sapendo che la politica è tutto un dare-avere (“Do ut des” dicevano i latini), allora i nostri politici di chi fanno l’interesse?

Consola invece vedere che, nonostante tutto, c’è ancora qualcuno che non ha paura del proprio pensiero e lo espone senza tante remore, senza paura della repressione. È accaduto in Cina, nota tra le altre cose per aver attuato una serie di provvedimenti atti a reprimere la libertà d’espressione su Internet. Infatti Fan Binxing, l’artefice del sistema cinese di censura on-line, è stato bersagliato da uova (che ha evitato) e da una scarpa (che invece l’ha colpito) mentre stava tenendo una lezione all’Università di Wuhan. Giusto per far capire come la pensa la gente. La notizia continua a rimbalzare su molti siti e blog non solo cinesi. Anche qui la censura dimostra la propria inefficacia: da ore sta tentando ormai di fare in modo che la notizia non si diffonda, ma è tutto inutile. Non si può fermare Internet, neanche in Cina. Citando Pablo Neruda: “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera“. Molto interessante vedere che non è il primo (e non sarà l’ultimo) episodio in cui il popolo della Rete si fa sentire. Il web sta diventando sempre più uno strumento per farsi giustizia da soli: dove non possono la legge e le istituzioni, può arrivare la Rete. È l’esempio che noi abbiamo la possibilità di unirci e di cambiare le cose tutti insieme… prendiamo le nostre fionde e andiamo all’attacco di Golia.

A call to action:

“Liberi liberi siamo noi
però liberi da che cosa
chissà cos’è?… chissà cos’è!”
(Vasco Rossi, Liberi… Liberi)

Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, è stato rilasciato da qualche giorno su cauzione da Scotland Yard. Non si trova più nal carcere di Wandsworth, ma in una lussuosa residenza messa a sua disposizione dall’amico giornalista Vaughan Smith. Deve sottostare ad una serie di restrizioni, come l’obbligo di non lasciare il Paese in cui si trova e quello quotidiano di firma in commissariato, ma almeno è fuori di galera. Intanto il dibattito per l’estradizione è rinviato alle prossime settimane, e Assange si trova al centro delle pretese di Svezia e Stati Uniti.

Staremo a vedere come tutta questa vicenda si evolverà, non possiamo permetterci che tutto l’operato di questo eroe moderno (perché questo è quello che è) venga fatto cadere nel dimenticatoio.

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