Negli ultimi giorni si è parlato molto delle agenzie di rating e del declassamento, da parte di Standard & Poor’s, degli Stati Uniti da AAA ad AA+. Inutile dire che questa cosa ha fatto incazzare non poco i tanto orgogliosi statunitensi. Purtroppo per loro però avere un debito pubblico alle soglie del default in questi casi non aiuta a mantenere alto il rating. Fortunatamente hanno trovato in tempo una soluzione al tracollo finanziario causato, negli ultimi anni, da una troppa zelante esportazione di democrazia in Paesi evidentemente bisognosi di questo bene sempre più raro. Hanno fatto alzare la soglia, decisa a livello internazionale, oltre la quale una nazione è costretta a dichiarare il default. Una soluzione da veri duri, ecco perché la Grecia non ha fatto la stessa cosa. Sparare in bocca a chiunque ti sbarri la strada è una tattica molto più convincente che ballargli il sirtaki davanti agli occhi, su questo non c’è dubbio.

Per capire un po’ cosa c’è dietro a queste agenzie dai nomi altisonanti consiglio di leggervi questo articolo a firma di Mario Meggiolaro del Fatto Quotidiano, spiega molto bene il loro funzionamento e dà una prova della loro attendibilità.

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