Leggi l’articolo originale

Alla facciazza dei nuclearisti, che propugnano una tecnologia vecchia di 70 anni: nel nostro settore ci sono innovazioni ogni giorno.

Voi siete vecchi rottami ambulanti preistorici. Noi siamo la nuova ficata. (cit.)

Eh già, perché se nelle rinnovabili ci sono passi in avanti ogni giorno, nel campo nucleare non si è ancora capito come spegnere una centrale. Ci si limita ad incappucciarle con coperture (provvisorie) in cemento armato, ben consci che però dentro il nocciolo è più che mai in funzione. Senza contare il problemino delle scorie, che rimangono attive per qualcosa come 25000 anni prima di decadere ad un livello più sicuro. A scanso di equivoci, tutte queste cose me le ha spiegate un laureato in fisica alla Statale di Milano uscito col massimo dei voti e con una tesi su fisica delle particelle. Una persona che quindi se ne intende, che mangia pane e leptoni alla mattina e che a pranzo non disdegna mai spaghetti al sugo di quark. Sicuramente non il primo pirla trovato ai provini per il Grande Fratello. Sicuramente non Franco Battaglia.

Ma il giochino ce l’abbiamo tutti davanti agli occhi: una centrale viene costruita per durare 20-25 anni, trascorsi i quali però non viene affatto smantellata, fateci caso. Si fa di tutto per prolungarne la vita: prima 30 anni, poi 40, infine 50. Prima o poi si arriverà a centrali con 90 anni di vita: perché si fa tutto ciò? Semplicemente perché NON CONVIENE dal punto di vista economico smantellare una centrale, anche se è giunta alla fine della propria vita… e allora se la logica dietro a qualcosa di così delicato come l’energia nucleare è di stampo meramente economico non sono più così convinto che la sua gestione venga effettuata nel bene della popolazione.

Buona notte, e buona fortuna.

Annunci