Grandi notizie! Il sito WikiLeaks ha cominciato a rilasciare sul web, poco per volta, i circa 251.000 cablogrammi (in parte contrassegnati come segreti o confidenziali) di cui sono venuti in possesso tramite opportuni “agganci”.

Il sito fondato da Julian Assange ha inviato una copia di tutti i documenti a cinque quotidiani di rilevanza internazionale (New York Times, The Guardian, Der Spiegel, Le Monde ed El Paìs; degli italiani neanche l’ombra) i quali hanno cominciato a pubblicarli e commentarli. Inutile dire che queste mosse hanno gettato nello scompiglio la diplomazia internazionale, la quale attraverso affermazioni fumose si continua ad incaponire su posizioni ridicole, nel tentativo di delegittimare l’operato di tutta l’organizzazione attraverso della squallida disinformazione. Come quella delle accuse di “violenza sessuale” in territorio svedese.

Eh già, perché se si sta come degli allocchi a sentire tutte le stronzate che dicono, ne viene fuori un’immagine di Assange come quella di un maniaco sessuale psicotico con tendenze violente, e pure misogino. Mentre se invece si va a fondo delle cose, e si va a controllare i reali capi d’imputazione, si scopre che in realtà il fondatore di WikiLeaks è accusato di ben altre cose. Questo perché esiste uno scarto tra le accuse formulate ed i reati contestati. Le accuse sono oggettivamente di stupro e di molestie, mentre i reati sono di aver avuto rapporti sessuali non protetti, seppur consenzienti, con due donne e quello di aver successivamente rifiutato di sottoporsi ad un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili. Così la prospettiva degli eventi e la posizione di Julian Assange cambiano radicalmente, tutto questo a prescindere ovviamente dalle varie voci che circolano, come quella secondo cui le due donne che hanno avuto rapporti con Assange siano collegate alla CIA statunitense, oppure lo stupefacente tempismo tra la formulazione delle accuse ed il rilascio dei documenti da parte di WikiLeaks.

Quello che sta succedendo è una rivoluzione. Ogni ora nascono nuovi mirror indipendenti del sito Wikileaks. Non si può fermare la conoscenza. Quello che Julian Assange e tutti i suoi collaboratori stanno compiendo è la realizzazione più alta dell’ideale di libertà di conoscenza e condivisione delle informazioni che sono alla base della filosofia di Internet. I governi non hanno il diritto di compiere crimini efferati e farla franca. Nessuna cosa buona può fondarsi sulle balle e l’ipocrisia della diplomazia internazionale. Falsità chiamano altre falsità, e WikiLeaks arriva ad interrompere questo giochino, riportando la realtà delle cose. Sosteniamo WikiLeaks in ogni modo. Non possiamo permetterci che la libertà venga ridotta al silenzio in nome della sicurezza nazionale.

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