Ciao a tutti! Sono alcuni giorni che non scrivo, ma come sapete questo week-end sono stato impegnato…

Innanzitutto, due parole su Woodstock. Devo dire che ci voleva proprio. Finalmente un luogo dove poter respirare l’aria di un domani fatto di libertà ed onestà, dove i nickname diventano facce di persone come te, persone belle, pulite, educate, con la testa che macina idee
e la vita che vuole esplodere. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito, in un modo o nell’altro. Molto bello l’articolo su byteliberi.com riguardo l’evento. E, visto che c’ero, mi permetto di aggiungere che la situazione reale non era quella fotografata dall’informazione di regime. A prescindere dalle stime di affluenza fortemente sottovalutate, mi sento in dovere di dire che, ovviamente, i tg non hanno inquadrato tutta la folla che era intervenuta alla manifestazione. L’ippodromo di Cesena è grande, e vi posso assicurare che moltissima gente (che tra l’altro ormai è molto incazzata con le istituzioni) non è stata inclusa nei filmati trasmessi. Meglio così, noi non abbiamo bisogno dei media tradizionali, ne facciamo volentieri a meno. Basta vedere cos’è stato RAIperunanotte… c’è stato il supporto di alcune emittenti televisive, fuori dalla sfera di controllo del Caimano, ma se Santoro & Co. non avessero raccolto i 125.000 euro necessari tramite donazioni volontarie non se ne sarebbe potuto fare nulla. Comunque vada esiste una massa di persone (in continua crescita) che desidera il vero cambiamento per questo paese, e ne abbiamo avuta la conferma.

Ma purtroppo, accanto a questa notizia rassicurante, ce ne sono altre abbastanza tristi, quantomeno inquietanti. La prima, come è riportato sul blog del Movimento ScambioEtico, è che il rapporto Gallo, nonostante la pubblicazione di una lettera aperta che evidenziava irregolarità plateali nella presentazione di una raccolta firme a favore della risoluzione, è stato approvato settimana scorsa. Trucchetti penosi come ricorrere a firme false o di persone morte sono elementi che dimostrano la scarsa bontà delle intenzioni delle major, disposte a tutto pur di perseguire i propri scopi. Come si dice nell’articolo, l’approvazione di questo rapporto non è legalmente vincolante per gli Stati membri dell’Unione, i quali rimangono sovrani sui propri territori, ma rappresenta un segnale politico molto forte. Esso può infatti essere utilizzato dai cultori dello status quo per giustificare interventi incostituzionali nel nome del mantenimento della posizione di determinati monopoli. So di ripetermi, ma esorto ciascuno legga questo mio intervento a fare tutto ciò che ritenga giusto per fermare questo indebito esproprio dei diritti digitali fondamentali. Ne va della nostra libertà. La nostra libertà non è un regalo, non ci è stata concessa dall’alto. È macchiata del sangue di chi è morto e di chi muore tuttora per essa. La libertà che abbiamo, ce la siamo presa con la forza. Non dimentichiamolo, MAI.

Nel frattempo, leggo su Tom’s Hardware un altro articolo interessante, che parla dell’intenzione, da parte degli Stati Uniti, di forzare l’inserimento in tutti gli strumenti di crittografia di porte d’accesso (backdoor) da poter utilizzare in caso di necessità. Queste backdoor permetterebbero alle Autorità, previa autorizzazione del giudice, l’accesso a qualsiasi tipo d’informazione custodita da un sistema crittografico. La crittografia usata per tutelare la privacy (per come la intendiamo noi) perderebbe completamente senso. Finora la tutela della privacy è stata affidata a sistemi sicuri perché molto molto difficili da decrittare; se questa caratteristica viene meno allora viene meno anche la definizione stessa di crittografia. Il problema è che, con la scusa della tutela della sicurezza nazionale, pian piano i governi si appropriano dei diritti fondamentali, e questo discorso funziona molto bene soprattutto negli Stati Uniti. C’è una frase nella fattispecie che, nell’articolo, mi ha colpito, e mi ha fatto sogghignare-riflettere come un film di Charlie Chaplin, ed è questa:”segue i passi di regimi come quello degli Emirati Arabi Uniti, che recentemente hanno affermato che certi strumenti sono troppo sicuri e non possono essere usati dai civili“. Troppo sicuri?!? Non ho parole. Meditate gente, meditate…

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