“Chi è pronto a rinunciare alle proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza” (Benjamin Franklin)

La crittografia è un grande strumento di libertà (non dimentichiamolo mai), ed invito tutti i miei lettori ad usarla per tutelare la propria privacy. Giusto per capirci, l’inflazionatissimo luogo comune del “se non hai niente da nascondere non devi preoccuparti” sapete da dove è tratto? Dal Mein Kampf di Adolf Hitler, non sto scherzando. Detto questo, procediamo oltre.

Io personalmente non ho nulla da nascondere, però mi girano alquanto i cosiddetti quando so che la mia privacy è violata costantemente e sistematicamente da burattini (vedi caso dossieraggio-Telecom-Buora-Tronchetti-Cipriani etc.) che non hanno nulla a che spartire con l’Autorità Giudiziaria. Perché anche qui è opportuno fare i dovuti distinguo. Innanzi tutto sono fermamente contrario alla violazione della privacy, ma sono favorevole alle intercettazioni usate ai fini giudiziari. Questo perché sono regolamentate dalla Legge. Se io vengo intercettato dalla Polizia e non trovano nulla di rilevante ai fini del processo in corso sono costretti a distruggere ciò che hanno raccolto entro 3 giorni. Non possono per alcun motivo conservare le intercettazioni per un uso in processi futuri. Mentre invece un soggetto privato (come è successo con il sistema Radar di Telecom) non ha alcuna regolamentazione: può intercettare per anni persone in vista e raccogliere tonnellate di informazioni (proprio come ha fatto la Telecom) per usarle poi a scopo di ricatto. Ringraziamo tutti l’onorevole Massimo D’Alema per avere nel 1997 venduto a debito, privatizzandola, la Telecom Italia ai “capitani coraggiosi” Colaninno e Gnutti.

La cosiddetta “legge sulle intercettazioni” porterebbe a notevoli limitazioni ed impedimenti nell’attività dei Tribunali. Questo perché il proposito è quello di bloccarle, ostacolare l’attività delle Autorità competenti perché si ritiene ingiusto lo sputtanamento fatto da tutti quei rotocalchi scandalistici e non solo che stanno in piedi solo con i finanziamenti pubblici. Ma anche qui bisogna stare molto attenti. Perché un conto è effettuare delle intercettazioni ai soli fini giudiziari, un altro conto è che queste intercettazioni trapelino e vengano divulgate al pubblico (il che è anche giusto, poiché tutte le documentazioni sono pubbliche). Ora, personalmente sono favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni sui giornali (se quanto pubblicato non è vero esiste anche la querela per diffamazione, ma se invece è vero sfido chiunque), perché è giusto conoscere ogni minima nefandezza di chi ci comanda, ma bisogna andarci piano, distinguendo i due diversi frangenti, l’uno all’opposto dell’altro. L’attuale governo ha utilizzato l’attività svolta da alcuni organi di informazione come movente per varare una legge in modo da incatenare la macchina della giustizia.

In un mondo pieno di privati che ci spiano e che ci controllano, esiste un gruppo che ha molto a cuore le tematiche di protezione della privacy, il Progetto Winston Smith, il cui motto principale è “la paranoia è una virtù“. Ricordo che il software libero ed il popolo di Internet ci mettono a disposizione diversi software che ci possono aiutare se vogliamo proteggerci da sguardi indiscreti. Principalmente vi ricordo:

  • IPREDator, per proteggere i dati durante la navigazione su Internet;
  • GPG, versione open source del più conosciuto PGP, per la crittografia asimmetrica di e-mail, testi, etc;
  • TrueCrypt, per criptare interi hard disk, pen drive o soli file contenitori con crittografia simmetrica.

Più avanti dedicherò dei post a ciascuno di questi strumenti.

Ricordatevi che se volete davvero tutelare la vostra privacy non dovete aspettarvi che siano sempre gli altri ad ottemperare agli obblighi di legge (legge che tra l’altro non protegge un bel niente, ma disciplina ed autorizza determinate violazioni della privacy, pensateci su, non è la stessa cosa), dovete essere voi stessi a proteggervi con gli adeguati accorgimenti. Le leggi sul trattamento dei dati personali e tutte quelle altre cazzate sono solo specchietti per le allodole, è solo fumo negli occhi. Prenderne coscienza e reagire è un imperativo categorico a cui non ci si può sottrarre.

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